IPNOSI

Carlo Bertorello

Psicologo, Psicoterapeuta

Crescita interiore, Ipnosi, Meditazione

Alcuni esempi di campi applicativi:


Rilassamento


Recupero energie e risorse


Trattamento del dolore


Stati ansiosi  e attacchi di panico


Depressioni


Fobie e paure



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Esempi di modalità di lavoro con l'ipnosi:


Ipnosi classica;


Ipnosi conversazionale


Time line statica e dinamica


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In questa pagina:

- Che cos'è l'ipnosi clinica ad orientamento ericksoniano?.

- Chi è il vero artefice di ogni ipnosi?

- Con l'ipnosi si possono imporre comportamenti indesiderati?


Che cos’è l’ipnosi Clinica?


Per comprendere l'ipnosi può essere utile ricordare che questa tecnica o arte terapeutica si basa su un fenomeno fisiologico che è lo stato di trance.


La trance è, un fenomeno fisiologico, quotidiano, che può, secondo Erickson, essere utilizzato per attivare delle risorse interiori. Lo psicanalista e ipnoterapeuta francese  François Roustang  definisce la trance e lo stato ipnotico come "veglia generalizzata" in contrapposizione  allo di vigilanza normale definito come "veglia ristretta"!   


La trance  può essere descritta come  uno stato in cui  la coscienza del paziente è  focalizzata  verso il proprio interno.      Non è uno stato di incoscienza bensì uno stato  in cui il  soggetto è profondamente assorto in se stesso.


Per esempio,  può essere capitato a chiunque, dopo avere preso l'auto e avere guidato per andare in un determinato  posto di accorgersi di essere già arrivati a destinazione senza però ricordarsi di come abbiamo guidato, del traffico, dei semafori, ecc.. Ebbene in tale caso la guida è avvenuta in stato di trance. Eppure gli ostacoli li abbiamo evitati...  Un altro esempio di trance è  quando focalizziamo l'attenzione sul nostro stato interiore per descriverlo con una metafora: anche in quel caso attiviamo una lieve trance.


L'interesse  di questa metodologia  è quella di  permettere  al  paziente di giungere  più agevolmente in contatto con le sue emozioni ed il suo vissuto, aggirando la tendenza a razionalizzare ed a intelletuallizzare che sono  difese che   impediscono l'accesso al mondo  dei contenuti inconsci,  dei vissuti e delle esperienze rimosse.



Nella trance il paziente si può disporre in uno stato in cui accogliere (e quindi sviluppare) le sue potenzialità, le sue capacità, le  sue possibili evoluzioni,uscendo dai suoi schemi irrigiditi. E ciò  anche se ancora non ne è cosciente di come farà. Ma comunque sarà la sua strada e  il processo sarà  naturale. 


All'utilità di questo stato per il lavoro  analitico e psicologico si aggiunge la piacevolezza del rilassamento che accompagna l'essere assorto in sè, rilassamento che contribuisce a "lasciare la presa" seppure transitoriamente e a  pacificarsi  interiormente.


L’essenza dell’ipnoterapia secondo Milton Erickson NON consiste nell’inserire qualcosa nei pazienti, come nell’ipnosi tradizionale, i cui effetti sono tutt'al più transitori, ma nell’evocare e nell’attivare le risorse interne del paziente stesso.  Dice infatti Milton H Erickson:

"Non spetta al terapeuta essere colui che dà la risposta, o l’uomo saggio che capisce il paziente. Ogni persona possiede il proprio modo singolare in cui vive. Non si può chiedere al paziente di rinunciare al proprio mondo fenomenologico e di adottare quello di un altro. E’ solo possibile aiutarlo a lavorare all’interno del suo mondo." 


Per  un  ulteriore    approfondimento   su quanto offre  il  ricorso  all'ipnosi  leggere  lo scritto: Rievocare e rielaborare   



Chi è il vero artefice di ogni ipnosi?



La  televisione, il cinema  ed  il circo ci hanno  indotto a vedere nell'ipnotista  l'artefice, quasi fosse un mago, dello  stato di trance. In realtà, come Milton Erickson  sosteneva già negli anni '30 e come è stato ampiamente riconosciuto poi in seguito, è il paziente stesso che  è il principale artefice  della sua trance.  Il lavoro del terapeuta è quello di   creare una situazione  in cui il paziente si sente libero e sicuro nell'avviarsi  sempre più profondamente nella sua trance   ipnotica. Il ruolo del terapeuta è poi quello di  sfruttare al meglio  le potenzialità e le risorse insite in questo stato di coscienza.




 Con l'ipnosi si possono imporre comportamenti indesiderati?



Per la conoscenza che il grande pubblico ha dell'ipnosi,  conoscenza mediata da  spettacoli televisivi  e  di cinema,   spesso si affaccia il timore che durante l'ipnosi si possa suggerire al paziente comportamenti o atteggiamenti indesiderati o contrari al suo modo di pensare o di sentire.

Proprio su questo punto furono fatti da Milton Erickson numerosi esperimenti. Invariabilmente, nel caso di suggestioni postipnotiche  non accettabili per la coscienza morale del paziente, la risposta  era sempre che il paziente non eseguiva il comportamento che gli era stato suggerito (per esempio rubare un determinato oggetto nella stanza accanto) ma faceva un altra cosa compatibile con  il suo codice morale e, sopratutto,   egli si arrabbiava con lo sperimentatore e interrompeva la relazione con esso rifiutandosi di prestarsi ad altri esperiementi, anche se non sapeva dire il perchè. Dunque si può dire che  l'inconscio del paziente veglia comunque affinchè, egli non venga indotto a fare cose in conflitto con la sua sensibilità o con la sua morale.