MEDITAZIONE

Carlo Bertorello

Psicologia, Psicoterapia, Ipnosi, Meditazione

La meditazione che pratico si ispira al lavoro originale di Fabrice Midal fondatore dell'Ecole Occidentale de Méditation in Francia. Si tratta di un approccio rigoroso, in cui vengono conciliate le radici filosofiche e spirituali della nostra cultura occidentale e quelle del mondo orientale.

Questo approccio, che si collega con la tradizione millenaria della meditazione rompe con il cosiddetto "materialismo spirituale" purtroppo tanto in voga in occidente.

 

 

Meditare: uno spazio per Semplicemente Essere.

 

Meditare, per come viene proposto nel Centro l’Armonia, è posarsi nel presente, con una certa postura e, “semplicemente” essere.

O meglio, è “esserci”.

Vale a dire portare l’attenzione a ciò che è del proprio presente: dalle caratteristiche del proprio ambiente, come luci, suoni, rumori, temperatura, ecc.. alle manifestazioni della nostra mente: pensieri, emozioni, il tutto senza giudizio, senza condanne, imparando ad osservare e ad accogliere la propria esperienza, il proprio modo di essere ed il proprio vissuto.

Non c’è nessun obbiettivo da raggiungere o da desiderare, è non è nemmeno una performance.

E’ posarsi nel presente, con la consapevolezza del nostro corpo; abitare il nostro corpo per abitare il qui e ora.

Meditare è come una “spogliazione”: un radicale lasciare cadere tutte le maschere, le costrizioni, gli schemi ed i “doveri” che ci schiavizzano e riempiono la nostra esistenza per aprirci alla vita per come essa ci viene incontro, rendendoci più compiutamente umani.

E’ un gesto che lascia sbocciare in noi quella bontà primordiale e quella benevolenza che appartengono di fondo all’Essere umano, qualsiasi sia la cultura o l’epoca o il luogo in cui esso vive.

 

L’approccio pratico al Centro L’Armonia è eminentemente esperienziale, vale a dire scevro da speculazioni teoriche, ideologiche o metafisiche.

 

La meditazione è oggi troppo spesso intesa come uno strumento del nostro piccolo confort, del nostro cosiddetto piccolo “benessere”. Vogliamo che ci faccia stare meglio, che ci renda meno stressati, desideriamo essere più prestanti, più distaccati, più… indifferenti! Spesso è diventata oggi, come diceva con arguzia Chogyam Trungpa, una forma di “materialismo spirituale”. Ma è un peccato. Così è svilita al rango di uno strumento, come tanti altri, per farci dimenticare angosce e difficoltà. Di una cosa possiamo essere tranquilli e certi: la meditazione non ci risparmierà le prove della vita, l’angoscia, le malattie e la morte.

 

Occorre essere chiari su proprio su questo punto: la meditazione non può essere una tecnica per raggiungere un certo stato, fosse anche il Risveglio o l’illuminazione. Ma è un modo per aprirsi alla presenza, di abbandonarsi a ciò che è, di posarsi nel presente vivente. Insomma, non è una fuga dalla vita, ma è entrare nella vita. Non è una droga, ma il risveglio alla propria umanità.

 

 

ALCUNE BUONE RAGIONI PER MEDITARE

 

Tuttavia, anche se la meditazione non può avere uno scopo in quanto ogni scopo, anche il più nobile è, alla fine, un limitare il nostro rapporto con l’Essere ed un ostacolo alla vita stessa, esistono però dei benefici. Vediamone alcuni:

 

  • E’ imparare a vivere nel presente. Ci si siede in un certo modo per un certo tempo. Ma il tempo quando è deciso prima dev’essere rispettato. Non c’è alcuna presa sul tempo. Entrare in questo spazio del tempo è un vero e proprio allenamento a vivere la propria finitudine. Ci si abbandona al presente e da qui sviluppiamo la fiducia. Dare fiducia è la condizione per potere abitare realmente. Meditare trasforma il rapporto al tempo e a tutta la vita.

 

  • E’ entrare in rapporto con la propria esperienza, il che è diverso da essere scisso da sé stessi. Meditare dona lo spazio per sentire ed ascoltare ciò che noi siamo. In ciò che noi proviamo non c’è gerarchia: si guarda tutto con la stessa curiosità e con benevolenza. In natura ci sono tanti fiori, molto diversi l’uno dall’altro, ma per la natura non c’è un fiore più importante di un altro!

 

  • Ci aiuta a rallentare. E questo può acuire le nostre percezioni.

 

  • Ci aiuta a sperimentare il senso di avere un posto al mondo, a sentirsi nel mondo come a casa. Si può dire: “E’ finito l’esilio…”

 

  • La meditazione ci può insegnare ad essere responsabile della nostra vita proprio perché aprendoci a ciò che è ogni momento diventa prezioso.

 

  • Ci aiuta a toglierci le nostre maschere, a non nasconderci dietro i nostri ruoli o i personaggi che mettiamo in scena percependone la profonda miseria. Ci libera così dal giogo del giudizio altrui.

 

  • Ci aiuta a non avere più paura, ad imparare ad essere coraggiosi: il coraggio è coraggio di essere sé stessi; l’essere valorosi è non avere paura di sé.

 

  • Meditare è scoprire la bontà primordiale, è scoprire che il presente non ci vuole del male et che la realtà è migliore di quello che ci immaginiamo.

 

  • Meditare ci aiuta a scoprire la pace. Non una pace costruita con la propria volontà, non uno stato senza conflitti, ma pace come assenza di lotta. Per ogni situazione che si vive si può uscire dall’alternativa: o vinco io o perdo io.

 

  • Con la meditazione si tocca l’ampiezza del nostro essere e si tocca l’ampiezza della realtà. Se nella meditazione non si parla di progetti, di scopi, di tecniche e quant’altro, viene a crearsi invece uno spazio per accogliere i propri slanci ed per le proprie aspirazioni.

 

Ecco, questi sono alcuni dei benefici che la meditazione può portare con sé, attraverso una pratica regolare, accessibile a tutti e in fondo, molto semplice malgrado il suo rigore.

 

Chi è interessato a questo approccio o desidera utleriori informazioni mi può contattare sia tramite mail (carlo.bertorello@hotmail.it) che tramite cellulare (335 64 48 128).

Pratico sia a Pisa che a Firenze.